L’indagine termografica è in grado di evidenziare problemi dovuti a zone fredde della superficie muraria interna, dovute a ponti termici e/o insufficiente coibentazione. La termografia è in grado di rilevare la temperatura superficiale e quindi di verificare la possibilità di condensa dell’umidità interna.

Termografia-isolamento-termico-e-muffa_01

La termografia misura la temperatura superficiale e quindi è lo strumento ideale per analizzare le problematiche di isolamento termico. 

Si ricorda che il D. Lgs 311/06 prevede che non si possa formare condensa superficiale sull’elemento costruttivo ad una temperatura interna di 20 °C con umidità relativa del 65% (in assenza di un sistema di controllo dell’umidità relativa interna.
E’ inoltre possibile effettuare il rilievo dell’umidità superficiale.
Il rilievo dell’umidità superficiale viene effettuato mediante strumentazione dielettrica professionale, a conferma di valori di umidità della muratura superiori in tali zone, con estensione del problema – dovuta all’endotermicità del processo di evaporazione.

Termografia-isolamento-termico-e-muffa_02

Termografia-isolamento-termico-e-muffa_03

Si può procedere alla verifica anche dall’esterno dello scarso isolamento termico e della mancata correzione dei ponti termici, che causano problemi di muffa all’interno dell’abitazione:

Termografia-isolamento-termico-e-muffa_04

Nella foto seguente si vede la rilevazione dell’umidità presente su una parete in una zona non interessata da muffa ed in una zona affetta dal fenomeno:

Termografia-isolamento-termico-e-muffa_05

La termografia è molto più precisa di un’indagine effettuata con un semplice termometro ad infrarossi, ed è in grado di fornire molte più informazioni.

La muffa si forma in corrispondenza dei ponti termici.
Per valutare se il ponte termico è stato adeguatamente corretto, si effettuano analisi termiche dei nodi strutturali mediante il software agli elementi finiti (fem) Mold Simulator v. 1.0.6 . Lo strumento consente di calcolare la formazione di condensa sui i ponti termici secondo la normativa UNI EN ISO 10211:2008 (ponti termici in edilizia – calcolo dettagliato) come prescritto nella normativa UNI EN ISO 13788:2003 alla Nota 3 del punto 5.3.
La norma UNI EN ISO 13788:2003 fornisce le procedure progettuali di calcolo per determinare la temperatura superficiale interna dei componenti ed elementi edilizi al di sotto della quale vi è la probabile crescita di muffe, in funzione all’umidità interna dell’ambiente e della temperatura dell’aria interna, stabilita secondo l’uso che è stato previsto per l’edificio (uffici, magazzini, abitazioni, etc.). Le condizioni climatiche esterne da utilizzare per il calcolo, stabilite dalla norma UNI 10349, sono dipendenti e rappresentative della zona in cui si trova l’edificio. La condensazione superficiale e la crescita di muffe, oltre che dalle condizioni climatiche interne ed esterne, sono governate da un altro parametro fondamentale; la “qualità termica” di ogni elemento dell’involucro edilizio, rappresentato mediante il fattore di temperatura sulla superficie interna fRSi. Tanto maggiore è tale valore, tanto migliore è l’isolamento termico e quindi minore, a parità degli altri aspetti, il rischio di formazione di condensa e muffe.
Tale fattore, in corrispondenza dei ponti termici, assume valori inferiori, e pertanto il problema va valutato specificatamente in tali punti. La normativa definisce:
• fRSi fattore di temperatura in corrispondenza alla superficie interna: il rapporto tra la differenza tra la temperatura della superficie interna e dell’aria interna e la differenza tra la temperatura dell’aria interna e dell’aria esterna calcolata con una resistenza superficiale interna RSi;
• fRSi,min fattore di temperatura di progetto in corrispondenza alla superficie interna: il fattore di temperatura minimo accettabile in corrispondenza della superficie interna. 

Il valore fRSi,min è il valore minimo accettabile per evitare la formazione di muffe. Nei due casi studiati e simulati attraverso il software il mese peggiore è risultato essere gennaio, corrispondente alla richiesta del più alto valore di f RSi,min. Dal momento che le superfici interne risultano avere una temperatura superficiale fRSi di simulazione inferiore al valore richiesto da fRSi,min viene giustificata la formazione di muffe in corrispondenza dei ponti termici.

La condensa superficiale può provocare il degrado dei materiali edilizi sensibili all’umidità.
Per valutare il rischio di formazione di condensa superficiale, secondo la normativa UNI EN 13788 è necessario il calcolo dell’umidità relativa dell’aria interna e quindi il calcolo del valore accettabile dell’umidità volumica di saturazione (o della pressione del vapore di saturazione sulla superficie) sulla base dell’umidità relativa superficiale che viene richiesta. Partendo da questo valore si determina la temperatura minima della superficie interna quindi la “qualità termica” richiesta dall’involucro edilizio (f RSi per una data temperatura interna).
Come prescritto al punto 5.3 della normativa UNI 13788, per effettuare la verifica progettuale della bontà dell’isolamento termico in assenza di un sistema di controllo dell’umidità relativa interna, definito il tipo di ambiente e fissato a ?si=0,8 il valore di umidità relativa massima accettabile in corrispondenza della superficie, per ogni mese dell’anno vengono eseguite le seguenti operazioni:
• definire la temperatura dell’aria esterna secondo la UNI 10349;
• definire l’umidità esterna secondo la UNI 10349
• fissare la temperatura interna durante il periodo di riscaldamento a 20°C come da normativa nazionale  
• calcolare l’umidità relativa interna come prescritto al punto 4.2.4 della normativa
• dalla temperatura superficiale minima accettabile e dalle temperature interne ed esterne si ricava il fattore f RSi,min

Come detto precedentemente il mese peggiore sarà quello a cui corrisponderà il valore maggiore di tutti gli f RSi,min che sono stati calcolati mese per mese, denominato dalla UNI EN 13788 con f RSi,max. Il componente edilizio dovrà essere progettato in modo da avere un fattore f RSi sempre maggiore di f RSi,max. 

L’immagine sottostante mostra la simulazione di un ponte termico con software agli elementi finiti: si vede che si ha formazione di condensa e quindi il ponte termico non è corretto.

Termografia-isolamento-termico-e-muffa_07

L’accoppiamento della termografia con la verifica progettuale della formazione di condensa consente di effettuare perizie di verifica del corretto isolamento a prescindere da quanto riportato nella relazione sulla L.10/91 sulle dispersioni termiche e della classe energetica dell’edificio, che da sola non assicura l’assenza di problematiche.